NEW CHAPTER #3
DUMBO, BOLOGNA | 2 - 5 FEBBRAIO 2023
È ora di voltare pagina! Dopo due anni, molto difficili, BOOMing è pronta a riesplodere di nuovo, con la sua solita energia, nonostante tutto. Senza perdere la consapevolezza di quello che abbiamo passato e dell’emergenza che su tutti fronti continueremo a vivere, non è più il momento di rimuginare e rielaborare ciò che è stato.
Finalmente si apre – con tutte le incertezze – una nuova prospettiva di futuro: dopo ogni crisi ciclicamente seguono periodi o (quantomeno) parentesi di rinascita. BOOMing si svilupperà su quattro rinnovate sezioni tematiche, come sempre dedicate all’arte contemporanea emergente, (ri)generatrice e urgente: Sprout(z), Generation(z), Feminism(z) e 7 Day(z) For Future.
Zeta è l’ultima lettera dell’alfabeto, ma forse anche capolettera di un nuovo capitolo di una storia che ricomincia e dove necessario si ripete.
SPROUT(Z) – MAIN SECTION
Rudina Simicija, Esilio, 2021, tecnica mista su tela, 90X120 cm
GENERATION(Z)
Uno sguardo disincantato, ma curioso sulle nuove generazioni, come quelle Z che a differenza delle nostre hanno conosciuto esperienze limite, con l’interrogativo se possano davvero dare un contributo diverso e (r)innovare l’esistente. Passiamo quindi in rassegna gli anni 90 e under – a confine fra la bambagia disillusa dei millennials esperienzialisti a tutti costi nel qui ed ora e la generazione Z allevata fra recessione e nuova concretezza – per vedere cosa e se ci potrà essere qualcosa di nuovo all’orizzonte. Chiediamo – tornando alle origini di BOOMing e delle sue radici emergenti – alle gallerie di questa nuova sezione speciale di esporre almeno un* artist* under 33 (*1990) o di collaborare con almeno un/a curatore/trice della stessa età. Ampio spazio sarà dato inoltre ai/lle giovanissimi/e ancora non rappresentati/e da gallerie, ai collettivi indipendenti e alle nuove proposte di spazi non profit nel piano +1 del binario centrale
7 DAY(Z) FOR FUTURE
Ninni Donato, Quì non sbarcherà mai nessuno, 2022, installazione ambientale
FEMINISM(Z)
Si riconferma per il terzo anno consecutivo la sezione “femminismi”, introdotta da BOOMing come prima sezione dedicata al tema in una fiera italiana sin dagli esordi nel 2019, perché ci vorranno decenni a invertire un corso che da secoli segna differenze difficili da riequilibrare. Non è una rivoluzione, c’è molta strada da fare e sarà “solo” l’ennesima occasione necessaria per accendere un focus sulle donne, ancora sottorappresentate nel sistema e nel mercato dell’arte. Parteciperanno figure femminili di spicco e artist* che hanno fatto della tematica femminile il cardine della loro ricerca, decostruendone e ricostruendone le fondamenta culturali e storiche e analizzandone i punti sensibili. L’approccio sarà ancora una volta al plurale, nel cogliere la diversità dei punti di vista, dei vissuti e delle approssimazioni a una materia complessa, stratificata, tuttora ribollente di proiezioni e contraddizioni.
Pianta a crescita lenta ma ben radicata, la prima fioritura della cipolla – simbolo sin dal principio della forza generatrice di BOOMing – inizia verso la fine di maggio del secondo anno: alla fine dell’estate viene lasciata germogliare per ottenere i preziosi semi che permetteranno nuovi raccolti. Ogni inverno è la fine e insieme l’inizio di un nuovo ciclo di coltura/cultura: lo sanno bene le gallerie che sin dalle prime edizioni della fiera emergente bolognese hanno affrontato alti e bassi, stagioni, nuove e sempre significative collaborazioni con generazioni diverse di artist*, seminando e avendo cura, crescendo, ma senza mai perdere la capacità di rinnovarsi. Sono selezionate realtà che hanno sempre e ancora qualcosa da dire, che non vedono l’emergere come punto di partenza o meta apicale da raggiungere, ma come processo continuo.
Zana Masombuka, Nodugwana - an Ode to My Grandmother (dettaglio), 2018, C-Print, Ed. 10, 60x80 cm, Courtesy Cellar Contemporary
Il rinnovato impegno per un futuro più sostenibile – o forse piuttosto di un futuro tout court – di BOOMing, nata come prima fiera green e “plastic free” del settore, si esprimerà invece nel deciso ritorno di una sezione dedicata alle tematiche e problematiche ambientali. Climax ne aveva segnato gli esordi all’insegna di una minaccia percepita come crescente, ma fattasi nel frattempo totalizzante. Ispirandosi al movimento internazionale dei “Fridays For Future” sarà ribattezzata “7 Day(z) For Future”, perché un giorno alla settimana non basta più per affrontare un’emergenza non più ciclica, ma quotidiana, che solo una decisa azione collettiva può rallentare. La consapevolezza che “non abbiamo un altro pianeta” è urgente così come sono urgenti la sensibilizzazione sul tema del cambiamento climatico e l’educazione alle buone pratiche per il rispetto del pianeta terra.
Diego Dominici, CandyCandy, 2020, fotografia digitale, 130x50 cm, courtesy Febo & Dafne

















































